Une nouvelle expédition des Mille, une expédition du XXIe siècle en Europe, quitte l’Italie pour promouvoir l'”intransigeance fédéraliste” du Parlement européen. Une expédition qui sera bientôt européenne et qui met notre pays à la tête d’une bataille politique “du bas vers le haut ” pour l’Europe fédérale.

Mille signatures recueillies en 4 semaines, surtout dans le terrain, parmi les élus locaux et régionaux, les acteurs du monde social et du travail, des universités et du journalisme, mais aussi parmi les experts, les entrepreneurs, les professionnels, ou encore les parlementaires italiens et européens, les responsables au niveau national des institutions et des associations. Cette campagne démontre qu’une bataille pour l’union politique fédérale de l’Europe trouve aujourd’hui non seulement un consensus, mais aussi un soutien actif de la part des citoyens.


Suite à la présentation au Parlement européen des propositions de la Commission pour le nouveau plan de relance pour l’Europe, et compte tenu des échéances européennes dans les prochains mois pour l’approbation à la fois du nouveau Fonds européen extraordinaire Next Generation EU et du nouveau budget pluriannuel de l’Union européenne, le Mouvement fédéraliste européen (MFE), en collaboration avec les Jeunes fédéralistes européens en Italie, a lancé une campagne de collecte de signatures de l’appel UN NOUVEAU DEPART POUR L’EUROPE parmi les représentants du secteur de la politique, de l’économie, des universités et du tiers secteur à tous les niveaux, adressé au Parlement européen.

Nous appelons le Parlement européen, en tant que seule institution représentant directement les citoyens européens, à exercer un rôle de guide et d’orientation pour amorcer la transformation de l’Union européenne en une union politique fédérale, seule manière de rendre permanent le tournant politique envisagé ces dernières semaines au niveau européen sous la pression de la crise pandémique. En particulier, le Parlement est invité à agir sur trois points :

  • veiller à ce que les ambitions exprimées dans les propositions de la Commission ne soient pas amoindries par des compromis à la baisse entre États, auquel cas il rejetterait l’accord du Conseil européen ;

  • se battre pour que les nouvelles ressources propres de l’Union soient évaluées, collectées et gérées au niveau européen, et lancer immédiatement un débat visant à attribuer des pouvoirs fiscaux à l’Union européenne ;

  • orienter le processus des réformes politico-institutionnelles nécessaires à la construction de l’union politique en élaborant et en proposant aux autres institutions européennes un projet de Constitution fédérale européenne dans une optique d’échange avec les citoyens dans le cadre de la Conférence sur l’avenir de l’Europe.

Appello del MFE e della GFE al Parlamento europeo

UNA RIPARTENZA PER L’EUROPA

Verso l’Unione federale europea

 

La Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo un pacchetto ambizioso per il Recovery Plan for Europe. La Presidente von der Leyen, con un discorso ricco di indicazioni politiche, ha voluto fare appello al profondo valore storico, politico, civile e morale dell’unità degli Europei. L’insieme di strumenti che ha proposto sono pensati per lasciare in eredità alle prossime generazioni una nuova Europa leader globale della nuova economia digitale, verde, solidale, inclusiva e sociale.

Il cambio di passo dell’Unione europea di fronte alla crisi pandemica è evidente. La pressione delle sfide politiche esterne e la drammatica recessione economica, che mette a rischio l’intera Unione a causa del destino intrecciato delle economie nazionali, legate dalla moneta e dal Mercato unico, e ormai strutturate come un sistema produttivo unico, ha reso prioritario il salvataggio e il rilancio di tutta l’Unione. Su queste nuove basi la Germania ha scelto di appoggiare le richieste avanzate da Italia, Francia, Spagna e dagli altri promotori della cosiddetta Lettera dei nove per il rafforzamento e l’evoluzione politica dell’Unione europea, facendo così venir meno l’asse dei cosiddetti Paesi creditori.

Queste proposte coraggiose devono ora essere difese con forza nel Consiglio europeo. Da parte sua, il Parlamento europeo ha già minacciato di bloccare l’approvazione del Quadro finanziario pluriennale se non sarà adeguato alle ambizioni presentate dalla Commissione europea e se non includerà anche una riforma delle risorse proprie. Si tratta di un punto fondamentale anche nel disegno della Commissione europea per garantire l’emissione di debito europeo. Questo ad oggi implica, oltre a misure che rientrano nelle competenze comunitarie – come il Carbon Border Adjustment Mechanism – che gli Stati acconsentano anche ad imporre nuove tasse sui giganti della finanza e del web, e su chi inquina, per trasferirne poi il gettito al bilancio europeo.

Le scelte che verranno fatte nei prossimi mesi, in particolare in merito alla questione delle risorse proprie, influiranno in modo determinante sull’evoluzione dell’Unione europea, e in particolare sulla possibilità che l’Unione europea approdi in tempi ragionevolmente brevi a quell’unione politica federale indicata nel progetto dei Padri fondatori che ora finalmente sta tornando punto di riferimento del dibattito europeo.

Su questa base noi chiediamo al Parlamento europeo, in quanto unica istituzione che rappresenta direttamente i cittadini europei, di porre l’attenzione su tre punti, e di esercitare a tale scopo la sua funzione di indirizzo e di guida:

  1. Vigilare affinché gli accordi intergovernativi sul Quadro finanziario pluriennale e sul Fondo straordinario Next Generation EU non sviliscano le nuove ambizioni europee. Chiediamo al Parlamento europeo di non approvare accordi inadeguati e di contribuire con il suo peso politico ad impedire che alcuni paesi riescano ad esercitare un potere di ricatto e di veto, mantenendo così fede al suo impegno.
  1. Battersi affinché le nuove risorse proprie dell’Unione vengano valutate, raccolte e gestite a livello europeo, coerentemente alle priorità politiche e strategiche individuate dalla Commissione. La creazione di una porzione di bilancio federale è una condizione necessaria per rendere strutturale il nuovo approccio europeo. In questo senso è indispensabile che il Parlamento europeo avvii subito il confronto sull’attribuzione di una competenza fiscale all’Unione europea, affinché le risorse proprie europee possano essere decise a maggioranza direttamente dal Parlamento e dal Consiglio, abolendo il passaggio delle ratifiche nazionali (ad oggi indispensabili in quanto gli Stati membri sono gli unici titolari del potere fiscale e quindi gli unici che possono imporre tasse direttamente sui cittadini e sull’economia).
  1. Guidare il processo delle riforme politico-istituzionali necessarie per costruire l’unione politica, rese ancora più urgenti dal nuovo indirizzo impresso al processo europeo. Gli stessi strumenti per la ripresa e il rilancio europeo devono essere iscritti in un quadro che ne garantisca il carattere permanente. In questo senso una revisione dei Trattati e una profonda riforma dell’Unione europea fanno parte della risposta duratura e efficace necessaria per poter uscire dalla crisi.

Riteniamo pertanto necessario che venga avviata al più presto la Conferenza sul futuro dell’Europa durante il semestre di presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione europea. Chiediamo al Parlamento europeo di battersi affinché la Conferenza sia mirata a discutere, coinvolgendo i cittadini, un progetto concreto di unione politica. Il Parlamento europeo ha la legittimità democratica e la vocazione istituzionale per imporre una simile agenda in vista della Conferenza. Per questo lo esortiamo a elaborare, discutere e proporre alle altre istituzioni europee un progetto di Costituzione federale europea, analogamente a quanto fece nella prima legislatura sotto la guida di Altiero Spinelli.

E’ questo il modo migliore anche per raccogliere il testimone del Club del Coccodrillo, di cui ricorre il 40° anniversario il 9 luglio prossimo.