Oggi il Parlamento Europeo invia un messaggio di coraggio, ambizione e innovazione agli Europei e al Consiglio Europe con d’adozione dei Recovery Bond.

Il gruppo Renew Europe per piu’ di un mese ha lavorato per costruire une proposta innovativa per ottenere nuove risorse economiche, i Recovery Bond, ideati da Renaissance e Italia Viva. E proprio Renaissance e Italia Viva sono state le forze centrali in questo lavoro, che innanzitutto ci ha permesso di ottenere il sostegno sui Recovery Bond anche da partiti come il VVD olandese (partito di Mark Rutte) e i liberali tedeschi e nordici. Abbiamo poi lavorato per costruire un’ampia ed inedita maggioranza politica in Parlamento europeo, ottenendo un compromesso inedito su questo punto con il PPE, l’S&D e i Verdi.

I Recovery Bond non mutualizzano il debito pregresso, non chiedono ai contribuenti tedeschi o olandesi di pagare per i debiti italiani o francesi. I Recovery Bond, garantiti dal bilancio UE, sono emissioni comuni volte a finanziarie con nuove risorse un grande piano comune di investimenti economici e sociali, mobilitando come minimo 500 miliardi di nuove risorse che devono aggiungersi ai 1700 miliardi gia’ mobilitati dall’Unione europea per affrontare la crisi.

Le altre soluzioni – Eurobond, Coronabond? – non sono mai stati l’oggetto di un compromesso tra le forze politiche, come abbiamo ripetutamente spiegato durante l’intero negoziato. Ecco perche’ ci siamo astenuti sull’emendamento Coronabond dei Verdi: come Renaissance e come Italia Viva siamo stati centrali nell’operazione Recovery Bond ed abbiamo scelto di tenere una posizione equilibrata ed avanzata per garantire l’approvazione finale di tutta la risoluzione e per mandare un messaggio politico ai cittadini e ai governi europei, molto forte e maggioritario con i Recovery Bond.

La nostra proposta ha rappresentato il massimo che il PPE potesse accettare e il minimo accettabile da Verdi e S&D, a dimostrazione del nostro ruolo centrale e del buon lavoro fatto. Il paragrafo 17 della Risoluzione, gia’ adottato, ci ha permesso quindi per la prima volta di portare PPE, S&D e Verdi ad impegnarsi insieme sui Recovery Bond e su un nuovo pacchetto economico per il rilancio europeo. E ci ha permesso anche di ottenere il consenso di forze come la CDU tedesca. Risultato impensabile all’inizio del nostro lavoro. Risultato ottenuto grazie a Renew e in particolare a Renaissance e Italia Viva.

Su altre soluzioni, ivi inclusi i Coronabond proposti dai Verdi, non c’era alcuna possibilita’ di trovare accordo e votare a favore di tali soluzioni avrebbe significato mettere a rischio l’intera risoluzione e quindi rinunciare come Parlamento a svolgere i nostro ruolo di impulso e orientamento politico rispetto alla decisione che il Consiglio europeo dovra’ prendere il 23 aprile. L’accordo tra i gruppi (e all’interno dei gruppi) prevedeva che non si modificassero o si aggiungessero impegni al testo da noi elaborato e su cui abbiamo ottenuto un’ampia maggioranza. La nostra proposta e’ peraltro coerente con le proposte piu’ avanti di cui dibattono i governi, e in particolare con il Recovery Fund proposto dalla Francia e ora sostenuto da paesi tra cui l’Italia che auspichiamo venga deciso ed avviato il piu’ rapidamente possibile.