Originale pubblicato il 26/05/2020 da Renaissance

Dall’inizio della pandemia in Europa al progetto di rilancio verde, gli eurodeputati Renaissance hanno avuto un’influenza senza precedenti nel Parlamento europeo. Cronaca.

DARE NUOVA SPINTA ALLO SLANCIO

Mentre il contenimento inizia in Francia e in Belgio a metà marzo, gli eurodeputati Renaissance sanno che in questa crisi sanitaria di notevoli proporzioni, pochi attendono il Parlamento europeo. Inoltre, mentre il Consiglio, la Commissione e la Banca centrale europea lanciano le prime iniziative, le sessioni plenarie e le riunioni sono annullate, il Parlamento viene sospeso. Eppure sono convinti che, in un momento in cui la solidarietà europea è più che necessaria, anzi vitale, i rappresentanti del popolo europeo hanno un ruolo da svolgere nei confronti dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, quello di far avanzare lo slancio.

CREARE GLI STRUMENTI DELLA SOLIDARIETA’

La loro ossessione? Per evitare che si ripetano gli errori della crisi del 2008 e le loro conseguenze per la zona euro. All’epoca, i paesi del Nord e del Sud dell’Europa erano in disaccordo sulla questione della solidarietà e mai prima d’allora l’Unione europea era stata così vicina all’orlo del precipizio. Tuttavia, per rispondere al meglio alle conseguenze socio-economiche del coronavirus, non c’è scelta: dovremo essere solidali o sparire. Per fare questo, i deputati Renaissance difendono un grande strumento di solidarietà, i “recovery bond”, cioè la capacità di prendere in prestito denaro e quindi di investire per rilanciare le economie non solo al livello dei singoli Stati, ma di tutta l’Unione Europea.

PRENDERE IL GRUPPO A BORDO

Gli eurodeputati Renaissance hanno poi prodotto un primo documento di risposta alla crisi, il cui scopo era quello di servire come base per una proposta di risoluzione del Parlamento europeo. Ma perché questo testo sia votato, occorre prima convincere l’intero gruppo Renew Europe, di cui fanno parte i deputati della delegazione. Le cose non sono così facili: i rappresentanti dei Paesi del Nord, anche all’interno di Renew Europe, rimangono culturalmente contrari ai Recovery Bonds e la coesione politica del giovane gruppo parlamentare viene messa a dura prova. Il dialogo e il lavoro sulle reciproche proposte, dal “bazooka economico” spagnolo al “denaro dell’elicottero” estone, rafforza e chiarisce la soluzione dei Recovery Bond. E una chiara maggioranza emerge: Renew Europe sarà in grado di proporre un documento solido e concreto alle altre forze politiche del Parlamento.

TROVARE UNA MAGGIORANZA

Nelle ore seguenti è stato raggiunto un compromesso con i grandi gruppi del Parlamento europeo sulla base di questo testo politicamente realistico, economicamente efficiente e giuridicamente valido. Al termine di una sessione plenaria eccezionale tenutasi a distanza il 17 aprile, i rappresentanti dei cittadini europei hanno votato a larghissima maggioranza a favore di questa nuova risoluzione, che costituisce una risposta economica e sanitaria ma anche una difesa dello Stato di diritto. Centristi, socialisti, conservatori, ecologisti e anche alcuni euroscettici sono d’accordo su un punto: l’Europa deve agire e deve agire con forza. I conservatori tedeschi e i partiti nordici sono a favore deI Recovery Bond, accettano che l’Europa possa emettere obbligazioni. Tuttavia, questa maggioranza non comprende i deputati francesi dei partiti dell’opposizione che, per posizione o per calcolo politico, hanno votato contro il testo o si sono astenuti. Questo è un errore storico.

COSTRUIRE IL DOMANI

Da allora, i capi di Stato e di governo dell’Unione europea hanno sancito questo principio di solidarietà. L’influenza degli eurodeputati Renaissance è stata reale: è stata la risoluzione votata dal Parlamento europeo, grazie alla sua capacità di proporre risposte concrete, a convincere il Consiglio europeo del 23 aprile. L’iniziativa franco-tedesca del 18 maggio ha sostenuto politicamente questa nuova Europa con una Germania pronta, finalmente, a mettere in comune il suo debito per una maggiore integrazione europea. Ma la lotta non è finita: gli eurodeputati Renaissance si stanno mobilitando affinché il rilancio storico che l’Europa è sul punto di avviare includa la transizione verso un’economia decarbonizzata e rafforzi la sovranità europea.